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OGGETTO: IL NUOVO QUADRO RW

 


Premessa

 

La L. n. 97/2013, c.d. Legge europea 2013, la quale contiene la disciplina del cosiddetto “monitoraggio fiscale”, ha dato avvio a una profonda revisione del quadro RW.

L’Agenzia Entrate con Provv. del 18.12.2013, attuativo della norma, ha disciplinato ex novo i contenuti del quadro RW di Unico PF 2014 (anno d’imposta 2013) per assolvere gli obblighi contenuti nella legge: cioè semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti che detengono investimenti all’estero, ovvero attività estere di natura finanziaria, nonché a riformulare le relative sanzioni.

 

In particolare, sono state eliminate le Sezioni I e III che caratterizzavano il precedente modulo RW con apparenti evidenti vantaggi di semplificazione degli adempimenti, in linea con quanto indicato dalla Commissione europea.

Nei nuovi modelli 2014 viene, inoltre, previstala fusione del quadro RW con il quadro RM (SEZIONI XV-A e XV-B, dedicate alle imposte patrimoniali IVIE e IVAFE); alcuni dati prima contenuti nella Sezione III del quadro RW vanno indicati direttamente nella sezione II.

Con la circolare n. 38/E del 23 dicembre 2013, l’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti necessari per la compilazione del nuovo quadro RW e illustra alcuna esempi pratici.

 

 

Le novità in sintesi

 

Dal prossimo anno in Unico PF 2014 (anno 2013) si dovranno indicare:

-    le consistenze degli investimenti e delle attività estere, valorizzate all'inizio di ciascun anno e al termine dello stesso;

 

                                                                         Anche 1 euro va   comunicato - La compilazione del nuovo quadro RW deve   essere ora effettuata, esclusivamente, per indicare   la consistenza delle attività finanziarie e patrimoniali detenute   all’estero nel periodo d’imposta di riferimento e senza limite di importo.

Non esiste, infatti, un limite minimo d'importo, ma vanno   indicati tutti i valori delle singole attività detenute all'estero,   all'inizio e alla fine della detenzione e il relativo periodo di possesso.   Dunque, se un contribuente detiene un conto molto movimentato, deve indicare   ogni acquisto o sottoscrizione e ogni vendita.

 

 

-    il periodo di possesso delle attività;

-    per i conti correnti e i libretti di risparmio, detenuti in Paesi diversi da quelli di cui alla lista dell'art. 168-bis, comma 1 del Tuir, l'ammontare massimo che l'attività ha raggiunto nel corso del periodo di imposta;

 

        Qui è nato il primo problema: l'art. 168-bis del Tuir non è mai entrato in vigore e la lista non   esiste. Ci si è chiesti allora se l'adempimento riguardasse tutti i conti   e libretti all'estero o solo quelli verso Paesi non inclusi nel D.M. 4   settembre 1996 (white-list) o solo quelli inclusi nelle black list dei   paradisi fiscali, di cui ai D.M. 21 dicembre 2001, 23 gennaio 2002 e 4 maggio   1999). La Circolare n.38/E del 23.12.2013 ha chiarito tempestivamente questo   punto definendo una white-list   aggiornata, utilizzabile, tuttavia, ai soli fini della compilazione del   quadro RW, che si riporta di seguito:

 

 

 

                   
   

TABELLA STATI WHITE LIST (D.M. 04.09.96 e succ. modif.)

   
   

Albania,     Algeria, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh, Belgio, Bielorussia,     Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Cipro, Corea del Sud, Costa d’Avorio,     Croazia, Danimarca, Ecuador, Egitto, Emirati Arabi, Uniti, Estonia, Fed.     Russa, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, India,     Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Jugoslavia, Kazakistan, Kuwait,     Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Mauritius,     Messico, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia,     Portogallo, Regno Unito, Rep. Ceca, Rep. Slovacca, Romania, Singapore,     Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, Sud Africa, Svezia, Tanzania,     Tailandia, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ucraina, Ungheria,     Venezuela, Vietnam, Zambia

   

 

                   
   

TABELLA STATI E TERRITORI con

   

un adeguato scambio di informazione     con l’Italia

   
   

Arabia Saudita, Armenia, Azerbaijan,     Etiopia, Georgia, Ghana, Giordania, Moldova, Mozambico, Oman, Qatar, San     Marino (con effetto dal 2014), Senegal, Siria, Uganda, Uzbekistan

   

 

 

 

 

-    criteri di valorizzazione: per quanto riguarda i criteri di valorizzazione si deve fare riferimento ai criteri utilizzati per la determinazione della base imponibile dell'Ivie e dell'Ivafe, anche se non dovuta.

-    nuove informazioni da indicare: il quadro RW si arricchisce di nuove informazioni a carico dei "titolari effettivi" di:

-    partecipazioni detenute anche indirettamente in società estere (valore, percentuale di possesso da determinarsi cumulando le partecipazioni dei familiari e tenendo conto, per le partecipazioni detenute indirettamente del relativo demoltiplicatore); se le partecipazioni di cui si è titolari effettivi sono detenute (anche indirettamente) in Stati non collaborativi, invece delle partecipazioni si indicano gli investimenti sottostanti e la quota di partecipazione nella società; il patrimonio, così, risulterà sovrastimato in caso di attività estere date in garanzia di finanziamenti a società di questo tipo;

-    investimenti all'estero o attività estere di natura finanziaria detenute, direttamente e indirettamente, da fondazioni e trust indipendentemente dal loro Stato di residenza (forse, anche le fondazioni e i trust italiani) – in tale caso il titolare effettivo è individuato secondo la legge antiriciclaggio, che considera "titolare effettivo", nel caso in cui i beneficiari effettivi del trust non siano ancora stati individuati, la "categoria di persone" nel cui interesse principale è istituita o agisce l'entità giuridica. I trust trasparenti sono obbligati a comunicare ai beneficiari i dati utili per la compilazione del modello;

-    per le partecipazioni in Oicr istituiti in Stati non collaborativi si adotta lo stesso approccio previsto per le partecipazioni. Evidentemente, deve trattarsi di Oicr di cui si controlli almeno il 25% del patrimonio.

-    ritenuta da applicare anche sull’incasso dei flussi: come principio generale, ora, su tutti i redditi di capitale e sui redditi diversi derivanti da investimenti esteri e da attività estere di natura finanziaria, gli intermediari indicati dalla normativa antiriciclaggio devono applicare le ritenute, già previste da specifiche disposizioni, non soltanto quando le attività sono ad essi affidate in gestione, custodia o amministrazione, ma anche qualora intervengano nella mera riscossione dei relativi flussi. La norma introduce, inoltre, un prelievo alla fonte a titolo d’acconto per talune tipologie di redditi di capitale e redditi diversi sino a oggi sottoposte ad imposizione solo nell’ambito della determinazione del reddito complessivo nella dichiarazione dei redditi.

-    obbligo di segnalazione degli intermediari finanziari per trasferimenti superiori a 15.000 euro : la L. 97/2013 apporta, infine, notevoli semplificazioni anche con riferimento agli adempimenti di monitoraggio cui sono tenuti gli intermediari finanziari, allineando i limiti e gli strumenti già adottati dai medesimi soggetti ai fini delle disposizioni previste in materia di antiriciclaggio, mutuandone i presupposti applicativi e con l’adozione dell’unica soglia di 15.000 euro del valore dei trasferimenti da segnalare. Su tale intervento normativo, l’Agenzia delle Entrate fornirà apposite istruzioni operative.

 

Chi dovrà compilare il quadro RW

 

Posto che, rispetto alla previgente disposizione, non è più previsto un limite di importo al di sopra del quale vige l’obbligo dichiarativo (dunque tali investimenti e attività devono essere sempre dichiarati anche se al termine del periodo d’imposta siano di importo inferiore a 10.000 euro, limite fino a oggi vigente), l’ adempimento deve essere effettuato:

-    dal possessore diretto degli investimenti esteri e delle attività estere di natura finanziaria;

-    ma anche dai soggetti che, sulla base delle disposizioni vigenti in materia di antiriciclaggio, risultino essere i titolari effettivi dei predetti beni.

 

        Pertanto   l’obbligo di dichiarazione sussiste,   indipendentemente dal tipo di contabilità adottata, anche nel caso in   cui le operazioni siano poste in essere dagli interessati in qualità di esercenti attività commerciali o   professionali e nonostante essi siano soggetti a tutti gli obblighi di tenuta   e conservazione delle scritture contabili previsti dalle norme fiscali.

 

SOGGETTI ALL’OBBLIGO SOLO I RESIDENTI: Resta fermo che, i soggetti interessati devono essere fiscalmente residenti nel territorio dello Stato (in base all’art. 2, comma 2, TUIR). Cioè sono tenute alla compilazione solo le persone che per la maggior parte del periodo d’imposta (183 o 184 giorni in caso di anno bisestile) sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente o hanno nel territorio dello Stato il domicilio o la residenza, ai sensi del codice civile. Tali criteri sono, come noto, alternativi essendo sufficiente che si sia verificato anche uno solo di essi affinché una persona fisica possa considerarsi fiscalmente residente in Italia. Il requisito della residenza si acquisisce ex tunc, con riferimento al periodo d’imposta nel quale la persona fisica instaura il collegamento territoriale rilevante ai fini fiscali.

Si considerano inoltre residenti, salvo prova contraria del contribuente, i cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente e trasferiti in Stati o territori diversi da quelli individuati con D.M. (comma 2-bis, art.2, TUIR). Al riguardo si ricorda che, fino all’emanazione del citato decreto, si considerano residenti in Italia i cittadini emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato, individuati dal D.M. 4 maggio 1999 e successive modificazioni (cosiddetta “black list”).

 

QUADRO RW - AMBITO SOGGETTIVO

SOGGETTO

OBBLIGO DI MONITORAGGIO

Persona   fisica (anche titolare di reddito d’impresa o di lavoro autonomo)

Società   semplice (titolare effettivo)

Associazioni   ed Enti non commerciali (titolare effettivo)

Trust

Società   di persone (s.a.s., s.n.c., società di fatto)

NO

Società   di capitali (S.p.A., S.a.p.A., società cooperative)

NO

Enti   pubblici

NO

 

 

Come compilare il quadro RW

 

Gli investimenti da indicare nel quadro RW sono costituiti da:

-    beni patrimoniali e

-    attività finanziarie,

collocati all’estero e che sono suscettibili di produrre reddito imponibile in Italia.

 

Si ricorda che, sono soggetti all’obbligo di monitoraggio le consistenze di tutti gli investimenti detenuti all’estero, anche nel caso in cui sussista una capacità produttiva di reddito meramente potenziale, quindi eventuale e lontana nel tempo derivante dall’alienazione, dall’utilizzo nonché dallo sfruttamento del bene, anche senza organizzazione d’impresa. Pertanto, i contribuenti sono comunque tenuti ad indicare nel quadro RW anche gli investimenti di natura patrimoniale quali, ad esempio, gli immobili tenuti a disposizione, le imbarcazioni, gli oggetti preziosi e le opere d’arte, indipendentemente dall’effettiva produzione di redditi imponibili nel periodo d’imposta.

 

Al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti persone fisiche, a decorrere da quelli relativi al periodo d’imposta 2013, sarà sufficiente compilare un unico quadro della dichiarazione dei redditi per assolvere sia gli obblighi di monitoraggio fiscale, sia di liquidazione dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) e dell’imposta sul valore degli immobili all’estero (IVIE), istituite dall’art. 19, commi da 13 a 23, del D. L. 6 dicembre 2011, n. 201 convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni.

I soggetti non tenuti al pagamento dell’IVIE e dell’IVAFE (enti non commerciali e società semplici ed equiparate), dovranno utilizzare i medesimi criteri di valorizzazione delle attività esclusivamente ai fini del monitoraggio fiscale.

Nel quadro RW devono essere riportate:

-    le consistenze degli investimenti e delle attività valorizzate all’inizio di ciascun periodo d’imposta, ovvero al primo giorno di detenzione (di seguito, “valore iniziale”);

-    e al termine dello stesso, ovvero al termine del periodo di detenzione nello stesso (di seguito, “valore finale”);

-    nonché il periodo di possesso.

 

        Il   controvalore in euro degli   investimenti e delle attività, espressi in valuta, da indicare nel nuovo quadro   RW, va calcolato per tutti i dati in esso riportati sulla base del   provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate, emanato ai fini   dell’individuazione dei cambi medi mensili agli effetti delle norme   contenute nei Titoli I e II del TUIR.

 

 

Attività finanziarie

 

Nell’individuazione   del valore iniziale e finale, occorre fare   riferimento al valore utilizzato per la determinazione della base imponibile   dell’IVAFE, anche se non dovuta che, così come specificato nella Circolare n.   28/E del 2 luglio 2012, a   seconda del criterio adottato, è pari al:

- valore di mercato, rilevato al   termine del periodo d’imposta o al termine del periodo di detenzione nel   luogo in cui esse sono detenute;

- valore nominale, se le attività   finanziarie non sono negoziate in mercati regolamentati;

- valore di rimborso, in mancanza del   valore nominale;

- costo d’acquisto, in mancanza del   valore nominale e del valore di rimborso.

 

Nel caso in cui siano cedute attività finanziarie appartenenti alla stessa categoria, acquistate a prezzi e in tempi diversi, per stabilire quale delle attività finanziarie è detenuta nel periodo di riferimento, il metodo che deve essere utilizzato è il cosiddetto “L.I.F.O.”, pertanto si considerano ceduti per primi quelli acquisiti in data più recente.

 

Per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti all’estero, l’obbligo di monitoraggio sussiste in ogni caso; quindi anche se l’IVAFE non è dovuta - in quanto il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto e dai libretti non è superiore a euro 5.000 - ovvero è dovuta in misura fissa.

Inoltre, come stabilito nel provvedimento del Direttore, per i conti correnti e i libretti di risparmio detenuti in Paesi o territori diversi da quelli collaborativi occorre indicare, oltre al valore iniziale e valore finale, anche l’ammontare massimo che l’attività ha raggiunto nel corso del periodo d’imposta.

 

Se il possesso si riferisce a una partecipazione al capitale sociale di una società estera, va indicata:

-    la percentuale di possesso

-    e il valore della partecipazione.

Se la partecipazione è in una società italiana, che a sua volta detiene una partecipazione al capitale di una società estera in misura pari al 100%, la quale detiene all’estero investimenti e attività estere di natura finanziaria, il contribuente non è tenuto a compilare il quadro RW.

 

Attività patrimoniali – immobili e non

 

IMMOBILI

 

Sono oggetto di segnalazione gli immobili detenuti all’estero o i diritti reali immobiliari (ad esempio, usufrutto o nuda proprietà) o quote di essi (ad esempio, comproprietà o multiproprietà).

L’indicazione del valore degli immobili situati all’estero o di quelli che si considerano detenuti all’estero deve essere effettuata seguendo le stesse regole utilizzate ai fini dell’IVIE, anche se non dovuta.

 

Al riguardo si   ricorda che, con la risoluzione n. 134/E del 30 aprile 2002 sono stati   considerati “detenuti all’estero”   gli immobili ubicati in Italia posseduti per il tramite di fiduciarie estere   o di un soggetto interposto residente all’estero.

        Le   attività patrimoniali detenute all’estero vanno indicate nel quadro RW, anche   se immesse in cassette di sicurezza.

 

 

 

Il valore   dell’immobile è costituito, a seconda dei criteri adottati dal:

- costo risultante dall’atto di acquisto   o dai contratti da cui risulta il costo complessivamente sostenuto per   l’acquisto di diritti reali diversi dalla proprietà;

- valore di mercato rilevabile al   termine di ciascun anno solare nel luogo in cui è situato l’immobile, in   mancanza del costo d’acquisto o in mancanza della relativa documentazione.   Qualora l’immobile non sia più posseduto alla data del 31 dicembre dell’anno,   si deve fare riferimento al valore dell’immobile rilevato al termine del   periodo di detenzione.

 

 

        Per   quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore   è quello indicato nella dichiarazione   di successione o nell’atto registrato o in altri atti previsti dagli   ordinamenti esteri con finalità analoghe. In mancanza, si assume il costo di   acquisto o di costruzione sostenuto dal de   cuius o dal donante, come   risultante dalla relativa documentazione; in assenza di tale documentazione   si assume il valore di mercato come sopra determinato.

Per gli immobili   situati in Paesi appartenenti   all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (SEE)   che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, il valore da utilizzare   al fine della determinazione dell’imposta, è, prioritariamente, quello catastale, come determinato e   rivalutato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini dell’assolvimento di   imposte di natura reddituale o patrimoniale, ovvero di altre imposte   determinate sulla base del valore degli immobili, anche se gli immobili sono   pervenuti per successione o donazione. In mancanza del valore catastale, come   sopra definito, si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto e, in assenza, al valore di mercato rilevabile nel   luogo in cui è situato l’immobile.

Si ricorda che,   qualora la legislazione estera preveda un valore espressivo del reddito medio   ordinario e non vi siano meccanismi di moltiplicazione e rivalutazione   analoghi a quelli previsti dalla legislazione italiana, può essere assunto   come base imponibile dell’IVIE il valore dell’immobile che risulta   dall’applicazione al predetto reddito medio ordinario dei coefficienti   stabiliti ai fini dell’IMU.

Ogni contribuente   dovrà indicare il valore dell’immobile   detenuto all’estero.

Se vi è   comproprietà ciascuno indicherà:

-    il   valore totale

-    e   la percentuale di possesso.

 

 

        Una   persona fisica detiene un immobile all’estero del valore di 500.000 euro in   comproprietà con altri quattro soggetti. In tal caso ciascun comproprietario   (sempreché si tratti di persone fisiche, società semplici o enti non   commerciali), deve indicare nel quadro RW l’intero valore dell’immobile   (500.000), riportando la percentuale di possesso (20%).

    

ATTIVITÀ PATRIMONIALI DIVERSE DAGLI IMMOBILI

 

Per le altre attività patrimoniali detenute all’estero, diverse dagli immobili, per le quali non è dovuta l’IVIE, il contribuente deve indicare:

-    il costo d’acquisto, risultante dalla relativa documentazione probatoria;

-    ovvero il valore di mercato all’inizio di ciascun periodo d’imposta (ovvero al primo giorno di detenzione)

e al termine dello stesso (ovvero al termine del periodo di detenzione nello stesso). 

   

        
   
   

Lo Studio     ringrazia per l’attenzione riservatagli e rimane a disposizione per ogni     ulteriore chiarimento, riservandosi la facoltà di tenervi costantemente     aggiornati sulle novità e relativi adempimenti di Vostro interesse……!

   
   

Distinti saluti